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Xbox 360 - Dragon Age: Origins
Dragon Age: Origins
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Produttore:
Electronic Arts
Sviluppatore:
BioWare
Lingua:
Testi in italiano
Versione:
Pal
Genere:
Gioco di Ruolo
Giocatori:
1
C’è un gioco che mi riporta alla mente i ricordi del passato, un passato ormai lontano ma mai dimenticato, Baldur’s Gate: Shadows of Amn. Questo fu insieme al suo predecessore e a titoli come Icewind Dale, o Planetscape Torment un must per tutti gli appassionati del settore, all’epoca le consolle raccoglievano ancora pochi adepti mentre la parte del leone la faceva sicuramente i pc gamers e io come altri scoprivo lentamente le nuove possibilità che l’industria video ludica stava rilasciando sul mercato.
La serie Baldur’s Gate raggiunse dei picchi qualitativi enormi per l’epoca donando capolavori all’utenza pc e introdusse un nuovo modo di giocare nelle menti degli appassionati. Portare l’universo di Dungeons & Dragons a schermo fu sicuramente un’impresa titanica e visti gli incredibili risultati raggiunti la cosa fece addirittura storia scrivendo una delle pagine più belle dell’ enciclopedia degli hardcore gamers.
Potete dunque capire con quanta trepidazione avevo intenzione di provare con mano questo Dragon Age, seguito ideologico di quello che fu il mio gioco preferito su pc di tutti i tempi. Non appena lessi le notizie riguardanti questa nuova IP iniziai a fantasticare su terre pericolose e creature fantastiche come i draghi, da buon giocatore di Dungeons & Dragons vi lascio solo immaginare quanto il mio cuore fosse pieno di gioia alla notizia di questa realese.
Ora siamo giunti finalmente al rilascio del titolo in questione, molti di voi avranno già decine di ore di gioco al momento di questa recensione che viene pubblicata solo ora perché il titolo meritava una conoscenza approfondita per poter dare un giudizio consono a tale evento e perché soprattutto in Dragon Age il plot narrativo la fa da padrone.
Menziono inoltre che ho provato la versione per xbox 360 e che quindi ogni giudizio è principalmente inerente a tale versione.

DRAGHI, MAGHI E GUERRIERI IMPAVIDI
La storyline di D.A. ci propone l’ennesimo scontro tra bene e male, le terre del Ferelden sono di nuovo sotto la minaccia ciclica del Flagello ovvero il ritorno del Arcidemone con le sue truppe demoniache focalizzate sulla distruzione e conquista delle tre razze dominanti: umani, elfi e nani.
Noi vestiremo i panni dell’eroe, buono o malvagio a noi la scelta, scegliendo tra 6 diverse origini, da qui parte del titolo del gioco. Potremo infatti vivere una delle 6 avventure che seppur piene di eventi predefiniti, potranno differire a seconda di quale pg abbiamo investito come nostro avatar.
Giocata la lunga introduzione che ci consente di prendere confidenza con comandi e mondo di gioco, entreremo a far parte dei custodi grigi, gruppo che nello specifico ha le abilità di poter sconfiggere il flagello e l’Arcidemone. Da qui in poi il plot narrativo sarà costellato dalla scelta di varie opzioni .
Il susseguirsi dell’avventura dipenderà da noi e darà motivo di rigiocare il titolo perché i bivi sono molteplici e tutti molto interessanti consentendoci di recuperare tesori o addirittura nuove abilità.
Il mondo di D.A. è ovviamente selvaggio e spietato e le diverse creature, dai classici non morti fino ai draghi e passando per vari demoni ci daranno filo da torcere sin dall’inizio. La varietà del bestiario è sicuramente sorprendente e darà modo di interagire strategicamente in modo differente di occasione in occasione.
Potremo scegliere tra tre classi inizialmente: mago, guerriero e vagabondo. E inoltre sceglieremo tra tre razze: umani, elfi e nani.
Dopo queste scelte, un editor ben congegnato ci darà modo di personalizzare il nostro avventuriero nei minimi particolari consegnandoci svariate opzioni di creazione.
Si passa poi all’assegnazione dei punti per le varie abilità e/o incantesimi se si utilizza un mago, scelta importante ma non fondamentale dato che più avanti avremo modo, livellando, di ottenere molteplici punti da spendere nelle varie ramificazioni delle abilità/incantesimi.
A questo punto inizierà il racconto sulle nostre origini che ci vedrà impegnati in varie situazioni,scegliendo il mago ci si troverà ad affrontare la prova del circolo dei maghi per poter ottenerne lo status e così via per le altre origini. Fatto questo consoceremo uno degli elementi principali dei custodi grigi che ci inserirà nel loro rango e da li in poi inizièrà la vera avventura.
Conosceremo inoltre, dopo questi avvenimenti, altri membri che potranno seguirci nel nostro viaggio alla ricerca della vittoria sul flagello, ma attenzione non tutti potranno condividere le nostre azioni e se saranno insoddisfatti dalla piega degli eventi potranno lasciare il party definitivamente.

CARTA PENNA E UN BUON NUMERO DI DADI
Dragon Age è soprattutto frutto di un’ottima storyline ma si sa il pepe viene dato dagli scontri di gioco, come da tradizione dei giochi ruolistici cartacei il titolo Bioware inserisce lo svolgimento delle battaglie in questo ordine di cose. Avremo a disposizione 4 membri utilizzabili in battaglia, ne incontreremo degli altri ma 4 è il numero massimo consentito, ognuno con le sue peculiarità. Maghi, ladri e guerrieri ognuno con le sue specializzazioni e abilità sbloccabili nel proseguimento dell’avventura, sta a noi equilibrare il nostro party e renderlo funzionale ad ogni occasione per potere conseguire il successo nelle battaglie e proseguire.
Lo svolgimento degli scontri avviene in tempo reale, una interfaccia di selezione rapida ci permette attraverso i tasti x,y e b di selezionare abilità e incantesimi attivi per compiere le nostre mosse, col grilletto destro è possibile switcharre su un'altra interfaccia simile dove posizionare ulteriori 3 slot. E’ inoltre sempre possibile aprire un menù dedicato dove troveremo tutte le abilità e gli incantesimi e le varie pozioni da usare, il gioco in questa modalità viene messo in pausa consentendoci di selezionare l’opzione desiderata. Da considerare che partiremo sempre col controllo del nostro pg principale ma grazie ai tasti lb e rb potremo selezionare ognuno dei 4 membri del party in gioco e fargli compiere l’azione voluta.
Infine per chi di voi ha fruito di final fantasy 12 fa la sua comparsa il “gambit”, potremo nella sezione tattiche selezionare azioni predeterminate in determinati eventi di scontro. Ad esempio potremo ordinare ad un guerriero di usare in apertura l’abilità attacco con scudo, oppure a una maga mutaforma di trasformarsi in un ragno se siamo di fronte ad un nemico temibile. Gli ordini predefiniti sono molteplici e vengono di solito eseguiti con cura, ahimè nella versione xbox 360 gli scontri sono molto più frenetici e votati all’azione rispetto alla controparte pc dove tutto viene fatto con un po’ più di calma. Se avrete la pazienza di adattarvi a tutto ciò saprete apprezzare e utilizzare le peculiarità dei vostri membri del gruppo, altrimenti il tutto vi risulterà caotico. Dragon Age va padroneggiato con calma non lasciatevi abbattere dalle prime difficoltà, alla lunga il titolo vi risulterà godibile.
Cos’altro dire, ogni personaggio utilizzabile avrà a disposizione un inventario dove equipaggiare svariati oggetti dalle differenti funzioni, le armi potranno dare dei bonus aggiuntivi e alcune potranno usufruire di slot di potenziamento rune assai utili, gli anelli incrementeranno le varie capacità quali forza, intelligenza, volontà e via di seguito e così per ogni oggetto disponibile.
Le abilità e gli incantesimi pur non essendo vari come in Shadows of Amn sono numerosi e appaganti da ottenere, da notare che salendo di livello e affrontando determinate quest in un certo modo, si potranno sbloccare dei pacchetti di specializzazione. Ogni classe ha i suoi pacchetti così che ad esempio un mago potrà imparare la magia del sangue, pratica arcana fuorilegge, oppure un guerriero potrà diventare un templare, atto a contrastare le abilità magiche dei castatori.
Per concludere a video verranno evidenziate 3 possibili barre, la barra rossa fa riferimento alla salute del personaggio, la barra blu al mana disponibile e la barra gialla ci dà la quantità di vigore. Un mago ovviamente disporrà della barra salute e della barra mana, mentre un guerriero delle barra salute e della barra vigore che serve a farci capire quanti colpi possono essere ancora assestati prima di essere sfiancati.
Queste 3 barre si rigenerano durante gli scontri lentamente, ma non appena si ritorna in modalità normale si rigenerano istantaneamente, così come gli eventuali caduti durante gli scontri che vengono letteralmente rimessi in sesto nonostante un ko.

DIALOGHI, QUESTS SECONDARIE E TANTO DA VEDERE
Prerogative di un titolo Bioware sono lo storyline e le quests secondarie sempre abbondanti, preparatevi a tonnellate di dialoghi e a un sapere enciclopedico. Come in mass effect, ad esempio, nulla è lasciato al caso, le storie da apprendere sono molteplici e faranno la gioia di chi vuole capire i fondamenti del mondo in cui si narrano le vicende. Ogni personaggio, ogni razza ha le proprie usanze, le proprie malefatte da raccontare o semplicemente una curiosità. Tutta questa mole di lavoro è come sempre encomiabile e lascia lo spettatore a bocca aperta per la cura riposta nei particolari minuziosi. Un dialogo può dare vita a un impressione semplice oppure condurvi ad un bivio morale ed una suddetta quest secondaria. Sta a voi decidere se approfondire o meno una situazione, stabilire se chi è davanti a voi dice il vero o meno e magari aiutarlo per poi scoprire che vi ha abilmente ingannato con le sue parole.
Non vi nascondo che a volte il tutto può risultare tedioso, ma chi sceglie un gioco Bioware sa cosa si aspetta e immagino che i più di voi rimarranno piacevolmente ammaliati da cotanta scelta e vastità.
Parlando ora delle sub quest posso dirvi che ne sono presenti a tonnellate e che molto volte vi doneranno oggetti e tesori molto utili, in ogni caso si sa che anche dei semplici punti esperienza sono una ricompensa sempre ambita. Le sub quest potranno variare in base alle vostre decisioni e alle vostre origini, o anche dai membri del party inseriti. Come ho già detto ognuno ha una sua storia e a volte i suoi tormenti da fronteggiare, quale occasione migliore di approfondire un discorso lasciato aperto e vedere le nuove opportunità concesse?.

OCCHI E ORECCHIE VOGLIONO LA LORO PARTE…
Dragon Age è un titolo imponente e vastissimo, ma purtroppo qua arrivano le dolenti note, per quanto riguardo il comparto tecnico posso affermare che il titolo risulta alquanto scarno e molto poco dettagliato. Sicuramente la vastità delle locations non ha aiutato il lavoro dei programmatori ma a volte si scade nel pacchiano e quasi nell’imbarazzo per cotanta povertà di textures e di poligoni. Gli ambienti seppur ben congegnati architettonicamente risultano spogli e privi di personalità dando l’impressione che il titolo sia stato prodotto per un’altra generazione di consolle, la precedente. Non vi sono difetti tipo tearing, o aliasing ma ahimè la povertà di definizione dei fotogrammi lascia davvero l’amaro in bocca per quello che doveva essere un capolavoro sotto tutti i punti di vista. Si salvano i personaggi giocanti che sono ben dettagliati così come i vari oggetti equipaggiabili che prontamente vengono riproposti addosso ai membri del party, ma nulla di più. Da Bioware era lecito aspettarsi molto di meglio sotto questo profilo dato che coi lavori precedenti hanno sfoggiato opere davvero convincenti e accattivanti.
Sul fronte musicale posso affermare di trovarmi davanti a composizioni davvero pompose e solenni e oltremodo convincenti, i vari momenti di gioco sono ottimamente rappresentati come se ci si trovasse a vedere un colossal quale il Signore degli Anelli, nelle numerose cut scenes musica e pomposità arrivano a vette stratosferiche. Il gioco è doppiato interamente in inglese e tutto sommato è abbastanza convincente. Gli effetti di battaglia sono anch’essi ben riprodotti e il castare un incantesimo o dare una spadata sembra davvero cosa da tutti i giorni, come se il nostro vicino lo facesse alla sera quando torna dal lavoro!.

Dragon Age : origins mantiene in parte le grandi promesse che aveva alimentato prima della sua uscita, chi di voi come me saprà digerire un comparto grafico deficitario lo amerà alla follia perché il resto è fantastico, chi invece non riuscirà ad andare oltre ai limiti di produzione non godrà appieno di una esperienza che per carisma risulta comunque godibile. Dragon Age non è per tutti ma se avete amato la serie Baldur’s gate e volete a distanza di molti anni rituffarvi in un modo fantasy come solo i maestri di Bioware possono concepire allora fatelo vostro e se quelle textures non vi aggradano pensate a come uccidere il prossimo drago, questo vi riempirà di gioia.
Recensione a cura di:
Marco "Pio" Piana
Votazione
Grafica: 6.5
Sonoro: 9
Giocabilitá: 8.5
Longevitá: 9

Voto Finale
8.3

+ Punta di diamante:
+ Giocabilità fantastica
+ Tecnicamente coraggioso e valido
+ Longevità elevata
- Pecora nera:
- Un poco ripetitivo
- Plot narrativo scarno
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