I rapporti fra sport ed eSport

A quando un campionato di Serie A virtuale?
E’ ancora presto per rispondere con certezza a questa domanda. Di sicuro c’è che da un paio di anni i principali club di calcio nostrani si stanno interessando al mondo degli eSport.
Alcune società di Serie A, ma anche di cadetteria, vale a dire la Serie B, hanno stipulato accordi con realtà operanti nel mondo del gaming per griffare col proprio marchio ed i propri colori gli atleti di eSports impegnati in importanti tornei a carattere nazionale e internazionale.
Perché questa scelta?
Prima di tutto perché già all’estero, in Germania e Inghilterra, era andato in scena qualcosa di simile. E si sa, in Italia tutto quello che arriva dall’estero finisce con l’essere di moda. Ma anche perché i club di calcio hanno intravisto in questa partnership fra sport reali ed esport virtuali la possibilità di veicolare ad un pubblico sempre maggiore il loro brand.
Ma a riprova dell’interesse che questa nuova disciplina sta riscuotendo c’è anche la recente apertura del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, per una sua possibile presenza ai Giochi della XXXIII Olimpiade, vale a dire a Parigi 2024.
In un recente comunicato, infatti, il CIO ha dichiarato che i giocatori coinvolti negli eSport “si preparano e allenano con un’intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali”.
Una decisione sarà però presa solo fra qualche anno, dopo le Olimpiadi del 2020, quando sarà resa nota la lista degli sport ammessi alla manifestazione francese.
Non resta quindi che aspettare e… allenarsi anche dal divano di casa propria.
Oppure seguire le imprese degli e-atleti e le e-squadre come scommettitori. Perché i principali bookmaker internazionali già da qualche tempo avevano intuito le potenzialità del fenomeno e inserito nei loro palinsesti la possibilità di puntare sugli eSport.
E proprio per trovare le notizie necessarie a scommettere responsabilmente e con moderazione sono sorti siti come scommettere-esport.com che confronta i vari bookmaker, presenta i vari eSport e fornisce agli utenti notizie relative alla squadre impegnate nelle singole competizioni.
Nel frattempo, volendo provare a scrivere una storia degli eSport non possiamo che cominciare dagli anni Ottanta del secolo scorso.
Col boom dei videogiochi nelle sale di divertimento pubbliche (ma anche nelle abitazioni private delle famiglie grazie all’arrivo sul mercato delle prime console) furono organizzati i primi tornei. In principio si trattava di piccole, per numero di partecipanti, competizioni a carattere locale. Non c’erano soldi in palio, bensì trofei e, al massimo, altri videogiochi con titoli appena messi in commercio e offerti da negozi di elettronica che si improvvisavano sponsor.
Ma l’interesse cresceva di giorno e in giorno.
E così a metà anni Ottanta, più precisamente il 16 febbraio 1984, vide la luce in Italia l’AIVA, acronimo che stava ad indicare l’Associazione Italiana Video Atletica.
Da allora molto tempo è passato. I miglioramenti tecnologici, sia di software che di hardware, ma anche l’avvento di internet, hanno aperto una serie di possibilità ancora tutte da esplorare. E la storia degli eSport sembra ancora tutta da scrivere.

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