Cerca sul sito:


Speciale: HIDEO KOJIMA


HIDEO KOJIMA

Mini biografia e opere dell’uomo dietro il “serpente”
In concomitanza con l’imminente (Il 26 marzo così mi è giunta voce..) uscita di “METAL GEAR SOLID the twin snake” per GAMECUBE (remake del celeberrimo “METAL GEAR SOLID” uscito per PSONE...), Overgame coglie l’occasione per rendere omaggio ad uno dei piu geniali e controversi game-designer del secolo, sua maestà Hideo Kojima.
Cercherò (nei miei limiti) di raccontarvi in breve la vita dell’uomo che ha cambiato radicalmente il media videogioco, unendo alla mini biografia delle mini reviews dei giochi che lo hanno reso famoso (e decisamente ricco!!!).

PROFESSIONE GAME-DESIGNER
Hideo Kojima nasce a Setagaya il 24 agosto del 1963.
Il talentuoso H.K. sviluppa subito (11-12 anni...) una naturale inclinazione verso il cinema e la scrittura realizzando un cortometraggio in 8mm, evoluzione (nei chiari limiti della produzione e della giovanissima età) dei suoi numerosi racconti di fantascienza.
Sempre in quel periodo scopre il videogioco e, affascinato dalle potenzialità mediatiche di quella nuova forma di intrattenimento, riesce ad ottenere (ormai poco più che ventenne) un posto di lavoro nella KONAMI allora (come oggi del resto...) una delle più importanti software house nipponiche. Il successo non tarda ad arrivare, il gioco che lo consegnerà alla storia ha un brand incrollabile e notevolmente longevo: METAL GEAR (MSX2 1987). Le meccaniche del gameplay in quel piccolo gioiello anticiparono di gran lunga il giocare moderno.
Le limitazioni hardware non impedirono al giovane Kojima di creare qualcosa di innovativo.
In METAL GEAR era inutile sparare, tutto era incentrato nella furtività delle operazioni e nella storia (indubbiamente contorta come nelle sue recenti produzioni...) narrata in maniera accattivante e curiosa.
Il gioco viene poi migliorato con il suo seguito “METAL GEAR-SOLID SNAKE” (MSX2 1990), azioni più numerose e grafica notevolmente migliorata.
Per nostra sfortuna il titolo non arriverà mai in occidente, al suo posto viene editato negli stati uniti un gioco dal titolo “METAL GEAR-SNAKE REVENGE” (N.E.S. 1990/91), titolo non curato da Kojima, dalla qualità del tutto discutibile.
Non certo adatto a campare di sola rendita sviluppa parallelamente un prodotto sci-fi tra il noir e il cyberpunk (influenzato da Blade runner e dai racconti di William Gibson) dal titolo “A SNATCHER”(MSX2 1988), per poi continuare sulla medesima strada con “POLICENAUTS” (PC, 3DO, PSONE, SATURN 1994-1996) titolo particolare purtroppo introvabile ( lo prestai a suo tempo e non lo rividi più...).
Ma il boom PLAYSTATION permise al grande game-designer di realizzare un prodotto dalla diffusione impressionante (oltre 6 milioni di copie vendute!!!) che ne confermò il talento ludico/narrativo... sto parlando ovviamente del mai troppo lodato METAL GEAR SOLID!!! (PSONE, PC 1998), la cui realizzazione ancora oggi è degna di applausi per ogni parte del gioco.
Tutto in quel capolavoro richiama il cinema americano, a partire dai personaggi: Snake/Pliskin sono i nomi originali di Kurt Russel in 1997: fuga da New York di John Carpenter da noi arrivati come “jena” plissken...
Hal e David sono chiaramente ispirati a 2001: odissea nello spazio di Stanley Kubrick... non solo, il colonnello somiglia in modo notevole a quello visto in RAMBO, volendo potrei continuare per pagine e pagine tanti sono i riferimenti di cui fa uso Kojima, ma non era questo l’argomento.
Volevo portare ora l’attenzione sulle attuali produzioni che hanno visto santo Hideo prosperare rendendoci felici ad ogni nuova uscita che porti la sua firma.
Fin ora vi ho enunciato i momenti salienti della vita di H.K. antecedenti al 2000, con le mini review a seguito analizzeremo insieme la storia recente del “Sempai” Kojima.


OPERE DI UMANA GENIALITA’:

Metal Gear Solid (PSONE 1998)
PSONE

Genere: Azione
Produttore: Konami
Sviluppatore: KCEJ
Distributore: Halifax
Versione: Pal
Lingua: italiano
Giocatori: 1

Dopo le sue iterazioni per NES e MSX, e dopo parecchi anni di attesa, il simulatore di infiltrazione, finalmente nei ‘lontani’ anni 90’ raggiunse i fertili lidi dei 32 Bit grazie a Playstation.
L’innovazione tecnologica, ludica e grafica che MGS riuscì a raggiungere era sbalorditiva, grazie ad una grafica semplicemente completa, una regia e una trama degne di Hollywood, e un game play, che da li a poco avrebbero fatto scuola.

BREVE ANALISI DI UN CAPOLAVORO
L’idea di fondo di questo gioco, è collocare il giocatore all’interno di una base artica e cercare di fargli raggiungere il suo obbiettivo senza farsi scoprire da un numero preponderante di terroristi.
Questo non significa “no_scontri_a_fuoco_plaese!”, ma “prevenire e meglio che farsi ammazzare!”, infatti è possibile affrontare tutto (o quasi) il gioco senza tirare mai il grilletto (anche grazie ai gadget reperibili durante la missione), se non durante gli originali scontri con i boss.
Dico originali, perché nessun ex membro di Fox Hound (questo il nome del reparto speciale di cui facevano parte i cattivi) và messo al tappeto in modo ordinario, ma ognuno pretende un minimo di studio e attenzione.
Una delle cose che rendono questo gioco geniale, è la consapevolezza dei personaggi di far parte di un videogame; consapevolezza resa esplicita, ad esempio da Psicho Mantis, che per leggere la vostra mente, spia la vostra memory card, oppure dalla dottoressa Naomi, che per rilassarvi l’avambraccio, vi chiederà di poggiarvici sopra il dual shock, facendolo poi vibrare a mò di massaggio.
E questi sono solo alcuni dei momenti in cui Kojima relega i protagonisti dietro lo schermo, ma al contempo li fa operare all’esterno, facendoli interagire direttamente con voi. Assolutamente unico.
L’unica pecca di un capolavoro assoluto è la longevità, ma forse e meglio così, anche perché MGS è un gioco da gustare e rigustare, come un bel film. VOTO: 9,5

Z.O.E. Zone Of The Enders (PS2 2001)
PS2

Genere: Avventura
Produttore: Konami
Sviluppatore: KCEJ
Distributore: Halifax
Versione: Pal
Lingua: sottotitoli in italiano
Giocatori: 2



Nelle intenzioni dell’autore c’era la volontà di realizzare un titolo che portasse all’esasperazione la parte “action” della fantascienza videoludica, ed in parte raggiunge lo scopo prefisso.
Il titolo unisce alla narrazione cyberpunk una cosmesi stilistica pregevole (fortemente debitrice dell’anime nipponico robotico), riesplorando le tematiche applicate alla fortunata serie “NEON GENESIS EVANGELION”, il design stesso dei mech ricorda in maniera evidente il concept usato dallo studio GAINAX.
La narrazione avviene nella maniera più fluida e completa possibile prendendo alcuni riferimenti (stilistici ma non solo...) da GUNDAM RX78.
Il nome del gioco fa riferimento a delle colonie spaziali vicino Giove su cui abita una parte della popolazione terrestre chiamata in maniera dispregiativa “enders” dalla popolazione residente sul pianeta Terra.
Una organizzazione militare chiamata BARHAM sviluppa in segreto un nuovo tipo di arma chiamato “orbital frame” nelle intenzioni di governare e soggiogare il resto della popolazione sotto un controllo militare, ma nel trasporto una di queste armi finisce su una colonia.
La ricerca di questa nuova arma da parte di BARHAM provoca la morte di numerose persone, alcuni sopravvissuti riescono a fuggire, uno di loro (Leo, il nostro “eroe”), nella fuga, raggiunge inavvertitamente un hangar e si imbatte nel JEHUTY il potentissimo robot (orbital frame) bramato dal nemico.
Da questo momento prenderete i controlli del mech svolgendo missioni di varia natura, tutte divertenti anche se poco varie.
Graficamente il gioco si attesta su livelli decisamente alti (considerando la produzione dell’allora giovane PS2) e ancora oggi non sfigura.
I filmati in CG non stupiscono certo, ma il design del gioco e l’interazione con i fondali (potete distruggere piu o meno tutto...) rende il gameplay accattivante.
Le musiche non sono eccezionali ma rendono l’atmosfera proposta.
I controlli sono perfetti! Svolazzare con il nostro mech è facile, immediato e divertente!! Massacrare i robot avversari vi darà non poche soddisfazioni!! La pecora nera della produzione sta nella durata, 5 ore sono davvero scarse e gravano non poco sul valore tutt’altro che secondario della narrazione, quest’ultima intensa e profonda come nella tradizione Kojima.
Bastava qualche ora in più e sarebbe stato un capolavoro, il fattore longevità penalizza purtroppo il voto finale...
VOTO: 7,5


Continua

   
Toni - Sergio    
 
   


  Nome:
  Hideo Kojima
  Data di nascita:
  24/08/1963
  Nazionalità:
  Giapponese
  Gruppo sanguigno:
  A

 © Overgame.it La riproduzione parziale o totale dei contenuti di questo sito è vietata. I marchi esposti appartengono ai relativi  proprietari.