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Resident Evil Requiem – Il survival horror next-gen convince davvero?
Resident Evil Requiem arriva su PS5 con l’obiettivo di sfruttare davvero l’hardware next-gen. Dopo diverse ore di gioco sulla console Sony, possiamo dirlo: non è solo un nuovo capitolo della saga, ma anche un banco di prova tecnico per il RE Engine.
Ma su PS5, l’esperienza è davvero all’altezza delle aspettative?

Gameplay su PS5: fluido, reattivo e più immersivo
Su PS5, Resident Evil Requiem gira in modo estremamente fluido, con due modalità principali: la modalità performance, che punta ai 60 FPS ed è quella consigliata per la maggior parte dei giocatori, e la Modalità Qualità, che privilegia la resa visiva a discapito di un frame rate più basso.
Il gameplay beneficia molto di questa stabilità generale. I movimenti risultano più precisi, i combattimenti più leggibili e l’esplorazione più naturale. Questo si traduce in un’esperienza più controllabile, dove ogni errore dipende dal giocatore e non da limiti tecnici.
Su PS5, il gioco dà il meglio soprattutto in modalità performance.

DualSense: uno dei veri punti di forza
Una delle differenze più evidenti su PS5 è l’utilizzo del DualSense, che aggiunge un livello di immersione difficilmente replicabile su altre piattaforme.
I trigger adattivi restituiscono sensazioni diverse a seconda dell’arma utilizzata, rendendo ogni scontro più fisico e coinvolgente.
Il feedback aptico accompagna ogni azione, dai passi nei corridoi fino agli scontri più intensi, mentre l’audio 3D contribuisce a creare una percezione dello spazio fondamentale per anticipare i pericoli.
In alcuni momenti, il controller non è solo un supporto, ma diventa parte integrante dell’esperienza horror.

Grafica e atmosfera next-gen
Su PS5, Resident Evil Requiem riesce a esprimere al meglio il potenziale del RE Engine, offrendo un comparto visivo che non punta solo all’impatto immediato, ma soprattutto alla costruzione di un’atmosfera credibile e opprimente. La qualità dell’illuminazione è probabilmente l’elemento più riuscito: luci dinamiche, riflessi realistici e giochi d’ombra contribuiscono a creare ambienti che non sono semplici scenari, ma veri e propri spazi vivi, in cui ogni angolo può nascondere un pericolo.
Questa attenzione alla luce si traduce in un’esperienza visiva estremamente coerente con il genere horror. Le aree più buie non risultano mai artificiali o “forzate”, ma mantengono sempre un livello di leggibilità che permette al giocatore di orientarsi senza perdere quella costante sensazione di tensione.
È proprio questo equilibrio tra visibilità e incertezza a rendere l’esplorazione così coinvolgente, soprattutto nelle fasi più lente e silenziose.
I personaggi mostrano un netto passo avanti rispetto al passato. Le espressioni facciali sono più naturali e credibili, contribuendo a rafforzare l’impatto emotivo delle scene narrative.
I dettagli della pelle, degli occhi e delle animazioni trasmettono una sensazione di realismo che si nota soprattutto nei primi piani, dove il gioco riesce a comunicare tensione e paura senza bisogno di dialoghi espliciti.
Le ambientazioni, invece, colpiscono per varietà e cura. Dalle strutture chiuse e claustrofobiche fino agli spazi più aperti devastati, ogni area è costruita con una forte identità visiva.
Non si tratta solo di estetica, ma di design funzionale: ogni elemento dell’ambiente sembra studiato per aumentare il senso di vulnerabilità del giocatore, guidandolo senza mai dare l’impressione di essere troppo “pilotato”.
Su PS5, tutto questo è supportato da una grande stabilità tecnica, che permette di godere appieno dell’esperienza senza distrazioni.
I caricamenti sono praticamente inesistenti e le transizioni tra una zona e l’altra risultano fluide, contribuendo a mantenere alta l’immersione.
Il risultato finale è un comparto tecnico che non si limita a essere bello da vedere, ma che lavora costantemente al servizio del gameplay e della tensione, rendendo Resident Evil Requiem uno degli horror più convincenti dell’attuale generazione.

Pro e Contro
Pro
- Ottima fluidità (60 FPS)
- DualSense sfruttato in modo intelligente
- Atmosfera estremamente immersiva
- Caricamenti quasi inesistenti
Contro
- Modalità Qualità meno convincente
- Alcuni cali di ritmo nella seconda parte
- Non sfrutta completamente tutte le potenzialità next-gen
Quanto dura Resident Evil Requiem?
La durata della storia principale si aggira tra le 10 e le 14 ore, mentre chi vuole esplorare tutto può arrivare fino a circa 18 ore.
Su PS5, i caricamenti rapidissimi migliorano sensibilmente il ritmo generale.
Vale la pena giocarlo su PS5?
Sì!!!!!!
Tra performance solide, immersione elevata e un utilizzo intelligente del DualSense, questa versione rappresenta una delle migliori modalità per vivere il gioco.

Conclusione
Resident Evil Requiem su PS5 dimostra come la saga sappia ancora evolversi senza perdere identità.
Non rivoluziona tutto, ma migliora ciò che conta davvero: atmosfera, tensione e coinvolgimento.
Lo stai giocando su PS5?
Dicci cosa ne pensi nei commenti!
Review a cura di Luca Longobardi


