Sport elettronici: come si diventa un professionista?

Da diversi anni ormai i videogiochi sono diventati più di un semplice fenomeno di massa. Esistono infatti dei giocatori di professione che riescono a guadagnarsi da vivere semplicemente grazie alla loro maestria con il gamepad. Grazie alle potenti connessioni ad internet, sfidarsi a distanza con gli amici è diventato una passeggiata e di conseguenza era solo questione di tempo prima che si iniziasse a competere anche a livello agonistico. In generale, i giochi digitali sono molto più evoluti rispetto a qualche anno fa, sugli app store si trova una sfilza di titoli tra cui scegliere: si va dai classici platform ai giochi di ruolo, passando per l’offerta di slot online. Nei giochi moderni le opzioni a disposizione del giocatore sono tantissime e le combinazioni di pulsanti innumerevoli. Così, di recente sono nati dei veri e propri sport elettronici, gli eSports, che mettono alla prova i migliori gamer del mondo in tornei ufficiali.

L’idea di un torneo sui videogiochi era già stata concepita negli anni ’80, ma alla fine furono organizzati solo eventi di nicchia. In seguito, complici le pubblicità delle principali riviste videoludiche, è stato possibile allestire qualche manifestazione più interessante, ma comunque solo a livello nazionale. A ritrovarsi erano perlopiù ragazzi che avevano inviato alle redazioni delle suddette riviste le foto dei punteggi ottenuti in determinati giochi.

I gamer più bravi sono quelli che conoscono a menadito combo e movimenti vari dei personaggi che si ritrovano a guidare. Nel caso dei giochi sportivi il discorso si fa ancora più ampio, perché la tattica di base si rivela fondamentale. Forse sarebbe errato sostenere che esista una strada precisa o un tutorial da seguire per diventare gamer professionisti. Per arrivare ad alti livelli servono molte ore di allenamento.

No, non è sufficiente vincere sempre contro il computer e conoscere tutte le dinamiche di un gioco per potersi ritenere imbattibili. Altre persone in carne ed ossa saranno già giunte allo stesso risultato, affinando però ulteriormente la propria tecnica. Per fare carriera occorre farsi notare ai tornei minori per arrivare a quelli internazionali, anche se in molti tentano la scorciatoia dello streaming. Pubblicando i propri gameplay su Youtube o Twitch, interagendo live con gli utenti in cerca di segreti e consigli, i gamer diventano anche streamer e accrescono rapidamente la propria popolarità. Va da sé che i gamer più famosi sono quelli che rivelano una certa abilità nei titoli più giocati: “Fortnite” e “FIFA” sono solo alcuni esempi.

I guadagni non sono quindi fissi. Un professionista degli eSports può guadagnare migliaia di Euro all’anno, ma deve avere dietro sponsor e collaborazioni specifiche. Da qualche anno le società di calcio ingaggiano i gamer migliori sulla piazza per farli scontrare con i rappresentanti delle altre squadre a “FIFA”, ad esempio. Con la futura introduzione degli eSports alle Olimpiadi il movimento crescerà ancora, ma ad oggi non è così automatico riuscire a trovare una via per accedere al professionismo e sfondare. Risultare pratici anche in un singolo videogioco significa negare buona parte del proprio tempo libero a tutte le altre attività quotidiane.

 

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