Call of Duty Black Ops 4 senza Story Mode – De Profundis per il Single Player?

Nei giorni scorsi Activision ha presentato ufficialmente e in grand stile Call of Duty Black Ops 4, il nuovo capitolo di quello che a tutti gli effetti è la serie del genere dei first person shooter più di successo nella storia dei videogiochi. Non è mancato però lo stupore per un cambiamento davvero epocale: COD BO 4 non avrà alcuno story mode, la sua esperienza di gioco destinata a Playstation 4, Xbox One e PC sarà quasi del tutto incentrata sulle modalità disponibili per il multiplayer online e lontani dalla rete in pratica ci saranno sostanzialmente poco più che alcuni allenamenti per il gaming competitivo.

Dopo questa notizia, in tanti hanno per così decretato la morte dei videogiochi in single player, sottolineando come il futuro del videogiocare sia nel multiplayer online, con gli eSports divenuti un fenomeno capace di muovere miliardi di dollari con tanto di siti su cui è possibile scommettere sui vincitori dei tornei magari anche con un incentivo di benvenuto in stile Leovegas Promo.

Ma davvero il gioco “solitario” è in via di estinzione? Di certo questa decisione da parte di Activision ha sorpreso videogiocatori e addetti ai lavori visto che Call of Duty inizialmente ha ricevuto l’attenzione dei gamer soprattutto grazie all’incredibile spettacolarità dei suoi story mode. Non si era mai vista una rappresentazione della guerra così d’impatto e drammatica con scene che ricalcavano fedelmente quelle viste nei grandi kolossal cinematografici.

Dunque indubbiamente si investe sempre di più nel gaming competitivo online, nel multiplayer e nella modalità più trendy attualmente, quella dei battle royale con Fortnite di Epic Games che sta battendo record su record in fatto di incassi ottenuti e utenti connessi alla sua gallina dalle uove d’oro.

D’altra però ci sono  elementi che vanno in netta controtendenza. Quella più attuale ed eclatante è rappresentata da God of War: l’esclusiva di Playstation 4 caratterizzata da un’esperienza esclusivamente in single player, ha venduto soltanto nel giorno di lancio oltre tre milioni di copie nel mondo ed in Italia è già secondo videogioco più venduto nel 2018, dietro soltanto a Fifa 18.

Anche su Nintendo Switch, un altro gioco completamente single player come  The Legend of Zelda: Breath of the Wild non solo è stato tra i più apprezzati di sempre dalla critiche, ma anche in termini di vendite ha ottenuto risultati straordinari.

Dunque forse è troppo presto suonare il de profundis per le esperienze di gioco individuali. Probabilmente oggi bisogna alzare l’asticella della qualità per ottenere buonissimi risultati come quelli ottenuti dalle ultime avventure di Kratos e Link ma c’è ancora molto interesse dunque per videogiochi capaci di raccontarci delle storie oltre che mettere alla prova i nostri riflessi nelle modalità di gioco competitive.

Di certo il mondo dei videogiochi è cambiato e si è evoluto notevolmente e di certo non si fermerà qui. Altre rivoluzioni ci attendono anche in vista delle uscite delle nuove macchine da gioco di Sony e Microsoft che stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbero arrivare nei negozi tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

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